martedì 9 giugno 2015

Gli impegni assunti dal Sindaco Elio Costa con l'adesione alla campagna "Viboocchiaperti"

Promozione della memoria e impegno per le vittime innocenti della ‘ndrangheta e i loro familiari.
Chiediamo al sindaco Costa di impegnarsi ad onorare e diffondere la memoria delle vittime innocenti della criminalità organizzata e, in particolare, della ‘ndrangheta nonché a sostenere i familiari delle vittime:

a) procedendo all’intitolazione di vie, piazze, installazioni, plessi e siti pubblici alla memoria di vittime innocenti delle mafie e organizzando periodicamente iniziative in loro ricordo;

b) garantendo la piena attuazione della legge n. 407/98 in materia collocamento obbligatorio per chiamata diretta delle vittime innocenti superstiti e dei loro familiari, oltre che delle vittime del terrorismo e del dovere, attraverso la previsione di tale riserva nei piani triennali delle assunzioni del Comune di Vibo Valentia e delle società, aziende ed enti da esso controllati o partecipati.

Contrasto al racket delle estorsioni, all’usura e al gioco d’azzardo incontrollato. Premialità per gli imprenditori che denunciano.
Chiediamo al sindaco Costa di impegnarsi ad approvare nei primi 100 giorni del proprio mandato e ad attuare nei successivi 200 giorni:

a) uno o più provvedimenti che, sul modello di quello predisposti e applicati dal Comune di Napoli sin dall'anno 2011, consentano l'aggiudicazione di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ( in economia e in somma urgenza ) a favore di imprenditori che abbiano denunciato richieste estorsive e pienamente collaborato con le autorità per l'individuazione e la condanna dei responsabili;

b) uno o più provvedimenti che disciplinino in senso restrittivo l'attività di gioco d'azzardo autorizzata sul territorio cittadino, recependo in particolare le limitazioni introdotte in analoghi strumenti già vigenti in numerosi ordinamenti comunali ;

c) un piano di interventi per il contrasto al racket delle estorsioni e all’usura, anche attraverso il sostegno a campagne di consumo selettivo e responsabile e alla creazione di associazioni antiracket tra imprenditori.

Adozione della delibera “trasparenza a costo zero” e attuazione in ogni suo punto.
Chiediamo al sindaco Costa di impegnarsi ad approvare, nei primi 100 giorni del proprio mandato, ed attuare, nei successivi 200 giorni, una delibera che, a costo zero, garantisca :

a) Un’anagrafe degli eletti dettagliata, fruibile, diffusa;

b) Trasparenza economica: bilanci online; dati sugli enti pubblici vigilati, enti privati in controllo pubblico, partecipazioni in societa’ di diritto privato;

c) Etica pubblica e responsabilita’ politica anche attraverso l’adozione della Carta di Pisa predisposta dall’associazione Avviso Pubblico;

d) Tavola pubblica per la trasparenza: monitoraggio della cittadinanza e giornate della trasparenza;

e) Open data sui beni confiscati.
Attuazione di misure di contrasto al fenomeno della povertà.
Chiediamo al sindaco Costa di impegnarsi ad aderire, attraverso una delibera, alla campagna  Miseria Ladra, promossa da Libera e Gruppo Abele per contrastare con delle proposte concrete il dilagare della povertà. A tal fine, il sindaco Costa, con l'adesione "Viboocchiaperti", ha accettato di adottare azioni reali di contrasto, come quella di rendere esigibile il diritto ad una residenza i fissa dimora, quantomeno nominale o fittizia, in modo che le persone che ne sono prive possano fruire delle prestazioni sanitarie e sociali previste per tutti i cittadini.



giovedì 4 giugno 2015

Prende il via la terza fase della campagna "Viboocchiaperti"

Terza fase. Dopo le elezioni.
Il comitato di garanzia di viboocchiaperti, con l'imprescindibile e fondamentale contributo della cittadinanza, avvierà un costante monitoraggio dell'effettiva attuazione, da parte dell'Amministrazione e del Consiglio comunale eletto, delle misure inserite nella dichiarazione di impegno.
Il comitato, in ogni caso, attiverà tutte le iniziative necessarie a giungere a detta completa attuazione, ivi compresa la pubblica denuncia dell'inadempimento degli impegni elettorali.

lunedì 1 giugno 2015

Dott. Elio Costa eletto sindaco di Vibo Valentia

Al neoeletto Sindaco di Vibo Valentia, Dott. Elio Costa, mandiamo i nostri auguri di buon lavoro e la promessa che daremo il nostro contributo per monitorare l'applicazione degli impegni presi con i cittadini vibonesi attraverso l'adesione alla campagna "Viboocchiaperti".

venerdì 29 maggio 2015

Appello per un voto responsabile

Durante questa campagna elettorale in tanti hanno parlato di legalità, liste pulite e trasparenza, anche quelli che la legalità la calpestano tutti i giorni e che hanno scelto una legalità malleabile.
Con la campagna “Viboocchiaperti” abbiamo voluto abbinare alla parola “legalità” una nuova parola: “responsabilità”.  La prima mafia è quella che si annida nell’indifferenza, nella superficialità, nel quieto vivere, nel vedere il male e girarsi dall’altra parte. Sono quei vuoti di coscienza e responsabilità civile che permettono alle organizzazioni criminali ed al malaffare d’insinuarsi nelle pieghe della vita economica e sociale corrodendola dall’interno.
Il voto è sempre utile, solo il non voto è inutile, ma può essere dannoso quando manca la giusta consapevolezza del valore del voto. Il votare non è soltanto un atto di democrazia, ma anche di responsabilità. Richiede di non essere superficiali, ma realmente consapevoli in piena libertà di coscienza.
La nostra città vive una situazione di gravità senza precedenti, una situazione di emergenze divenute, oramai, la normalità e che rendono difficile individuare una prospettiva per il futuro. Di fronte a tale situazione, e al di fuori di ogni retorica, è necessario un cambio di passo da parte della politica, ma, ancor prima, siamo noi cittadini a doverci assumere la nostra quota di responsabilità nella gestione della Cosa Pubblica, a partire dal voto del 31 maggio, e dopo le elezioni, nel monitorare le attività di Palazzo Luigi Razza.


Impresentabili e voto di scambio: un milione di cittadini chiedono un cambio di passo ai partiti

A pochi giorni dal 31 maggio, data dell’election day per 7 regioni e oltre 1000 comuni, due forti scosse agitano la vita politica.
di Leonardo Ferrante

Il primo terremoto che fa tremare i partiti è “l’affaire impresentabili”: candidati a vario titolo indagati e condannati, il cui elenco sarà pubblicato prima di venerdì dalla Commissione antimafia. È l’ormai nota “lista Bindi”, che racchiude “soggetti che risultano coinvolti in reati di criminalità organizzata, contro la Pubblica amministrazione, di estorsione e usura, di traffico di sostanze stupefacenti, di traffico illecito di rifiuti” e in altre “gravi condotte”, come le definisce il codice di autoregolamentazione della Commissione Antimafia. Tutte queste persone non sarebbero dovute neanche essere inserite nelle liste, e ci si domanda come mai non si sia vigilato abbastanza fin da subito.
Per ora, secondo una prima fuga di notizie, tra gli impresentabili ci sarebbero quattro pugliesi (due candidati con le liste di Schittulli, uno con Emiliano ed un quarto con la Poli Bortone) e alcuni campani.
Il secondo terremoto è un vecchio nemico di Riparte il futuro: il voto di scambio.
I due casi - uno sulle presenti elezioni, l’altro su quelle del 2012 - seminano sconforto nell’elettorato.
L’attualità viene dalla Puglia: la Digos avrebbe scoperto (il tutto è ancora da dimostrare) che alcuni comitati elettorali pugliesi hanno promesso compensi in denaro ai attivisti e rappresentanti di lista, scelti tra giovani disoccupati in difficoltà economiche. L’accordo sarebbe un classico: lavorare nei seggi come contropartita per l’assicurazione di facili voti, con tanto di tariffario. I giovani venivano retribuiti dai 30 ai 50 euro e per aggirare abilmente il rischio di incorrere nel reato i loro compensi figurano come “rimborso spese”.
La gravità del fenomeno e il pesante rischio di un reale condizionamento del voto in Puglia ha persino richiesto l’intervento delle autorità tramite una squadra speciale della Digos pronta a vigilare e intervenire in caso di irregolarità durante la giornata di domenica. Scene da Paese in guerra, dove sono i caschi bianchi dell’Onu quelli che garantiscono libere elezioni.
Il caso “storico” di voto di scambio viene invece dalla Sicilia: spunta oggi un’inchiesta, nata da un’indagine di mafia coordinata dal procuratore Vittorio Teresi, su una fitta compravendita avvenuta durante le elezioni regionali siciliane dell’ottobre 2012 per il rinnovo dell’Assemblea Regionale e quelle comunali di Palermo del maggio 2012.
Cinque le persone indagate dalla Guardia di finanza: due consiglieri dell’Assemblea regionale, di cui uno è l’attuale presidente della Commissione Bilancio dell’Assemblea, un ex deputato regionale, un consigliere comunale che non risultò alla fine eletto, e, quello che è persino peggio, anche un finanziere, per il quale l’accusa sarebbe di corruzione per aver fatto favori a uno dei consiglieri indagati.
In cambio di voti, i candidati promettevano agli elettori posti di lavoro in centri e corsi finanziati con fondi europei, ma spesso la moneta di scambio consisteva anche in pochi euro.
La campagna Riparte il futuro, che fin dalle elezioni nazionali del 2013 chiede un cambio di passo ai partiti, anche questa volta ha presentato la sua proposta alle regioni e comuni al voto (www.riparteilfuturo.it/elezioni-2015), chiedendo fin da subito la trasparenza delle candidature e una promessa d’impegno ai futuri eletti sulla lotta a corruzione e mafie.
 Oggi, un milione di persone non sono più disposte a tollerare una classe politica che si allontana dai valori di disciplina e onore richiesti dalla costituzione: firmare Riparte il futuro significa non voler più cooperare con chi si macchia di comportamenti opachi e corruttivi.
È ora che i partiti aprano le orecchie e ascoltino questa voce, che è desiderio di una politica limpida e autentica, non certo anti-politica. Siamo infatti più che pronti a lavorare assieme a coloro che aderiscono alle nostre proposte e si presentano fin dalla fase elettorale in trasparenza, ma non tolleriamo più timidezze, mezzi dissensi e frasi di circostanza.

mercoledì 27 maggio 2015

Personaggi compromessi poteri forti e ras di partito premono sul voto

dalla Gazzetta del Sud – Martedì 26 Maggio 2015-05-27
di Nicola Lopreiato

L’elenco è piuttosto lungo. I candidati al prossimo consiglio comunale sono 460. Sono “distribuiti” in 15 liste a supporto di cinque candidati a sindaco. I posti da occupare nell’assemblea di palazzo “Luigi Razza” però sono solo 32. Tutti gli altri resteranno fuori e quando questa campagna elettorale sarà finita ed i megafoni si saranno spenti allora molti torneranno alle loro abitudini quotidiane: gli impiegati faranno gli impiegati, gli operai gli operai, i liberi professionisti torneranno alle loro attività, idem medici e avvocati e nullafacenti, che avevano sperato di cogliere l’occasione della vita, continueranno ad aspettare qualche altra occasione.
Molto probabilmente pochi, forse nessuno, a giudicare dal dibattito che si è sviluppato fino ad oggi nel corso di questa campagna elettorale, s’è posto più di tanto il grave momento che la città sta attraversando e che non riguarda solo le risposte che i cittadini aspettano per quanto concerne la risoluzione dei problemi, bensì anche quello che investe la questione morale.
L’elenco degli impresentabili all’interno delle formazioni civiche è piuttosto lungo e coinvolge molte delle liste in campo. Ci sono indagati, candidati sotto processo, candidati massoni e aspiranti consiglieri espressione di famiglie imparentate con esponenti della criminalità organizzata. Si aggirano per la città, ormai ridotta ad una pattumiera, personaggi che possono organizzare e condizionare il voto a loro piacimento. Si muovono poteri forti che esercitano tutto il loro potenziale per favorire compari e fedelissimi. Gongola la borghesia mafiosa, sempre invisibile, ma che si gode lo spettacolo in maniera piuttosto interessata. Dietro le quinte il traffico è piuttosto intasato: ci sono i faccendieri ed i ras dei partiti, quelli che al destino della città hanno anteposto i loro interessi e non aspettano altro che poter brindare.

martedì 26 maggio 2015

Cittadini/e responsabili e non ad intermittenza

<<In vista delle prossime elezioni amministrative che si terranno nella nostra città il 31 di maggio abbiamo deciso di scendere in campo presentando la nostra lista. Non si tratta di una lista di nomi, aspiranti consiglieri o sindaci, bensì una lista di sei punti concreti ritenuti prioritari nel contrasto alla ‘ndrangheta ed alla corruzione e nel contempo indicare una linea guida per la lotta alla povertà, terreno fertile, soprattutto nel nostro territorio, per il proliferare dei fenomeni criminali e mafiosi. Con la campagna “Vibocchiaperti” abbiamo deciso di aprire gli occhi, ed in tal senso abbiamo invitato tutti i cittadini vibonesi a farlo, per vederci chiaro ed assumerci la nostra quota di responsabilità rispetto alla gestione della cosa pubblica. Siamo convinti che parlando di legalità e trasparenza non basta esporre fuori dal palazzo comunale targhe con la scritta “Qui la ‘Ndrangheta non entra”. O durante i comizi in campagna elettorale gridare slogan “Non vogliamo i voti dai mafiosi”. Possono rappresentare delle prese di posizione forti solo se ad esse seguono fatti concreti . E per tale motivo che noi abbiamo proposto ai candidati a sindaco sei impegni concreti per il contrasto alla ‘ndrangheta e la corruzione da sottoscrivere in campagna elettorale e da realizzare da parte della nuova amministrazione. Gli impegni che abbiamo proposto sono:
1.    candidature e alleanze trasparenti;
2.    screening personale di ogni candidato, con l’invio del curriculum vitae e trasparenza della propria situazione reddituale-patrimoniale-finanziaria;
3.    promozione della memoria ed impegno per le vittime innocenti della ‘ndrangheta e i loro familiari;
4.    contrasto al racket delle estorsioni, all’usura, al gioco d’azzardo incontrollato e premialità agli imprenditori che denunciano;
5.    adozione della delibera “trasparenza a costo zero” e attuazione in ogni suo punto;
6.    attuazione di concrete misure di contrasto al dilagare della povertà.
Queste proposte sono state sottoscritte e condivise secondo i tempi e le modalità previste dalla campagna stessa dai seguenti candidati a sindaco: Bevilacqua Francesco, Costa Elio, D’Agostino Antonio, Lo Schiavo Antonio. Che ringraziamo per la sensibilità e la disponibilità dimostrata. Ma tale adesione non deve essere interpretata come un certificato di qualità, un distintivo o un’etichetta da utilizzare a secondo dei casi ma al contrario risulta essere il presupposto fondamentale e necessario per un confronto chiaro e aperto su misure ulteriori e politiche ancora più avanzate di contrasto al fenomeno criminale e corruttivo. Con la pubblica dichiarazione di impegno e l’accettazione integrale delle proposte, i candidati a sindaco hanno accettato di inserire tali impegni nel loro programma elettorale. Per tale motivo  dobbiamo sentirci tutti responsabili nel verificare e monitorare l’attuazione degli impegni assunti da parte della futura Amministrazione.
 Il termine per l’adesione alla campagna è stato quello del 2 maggio, termine ultimo per la presentazione delle liste elettorali. L’indicazione di tale termine è collegato all’impegno assunto dai candidati a sindaco di soddisfare tutti i requisiti previsti dal “Codice di Autoregolamentazione sulla formazione delle liste”, stilato dalla commissione parlamentare antimafia. Tale codice prevede l’impegno per le formazioni politiche e le liste civiche  a non inserire nelle liste candidati con condanne, o procedimenti giudiziari in corso, per mafia, corruzione e per reati  di particolare rilevanza sociale, vista la funzione pubblica da esercitare.
L’inchiesta giornalistica, pubblicata dalla Gazzetta del Sud, ha evidenziato la presenza in alcune liste di candidati indagati per reati, che seppure non direttamente collegate ad inchieste per mafia o corruzione, hanno, comunque, una loro rilevanza, anche, in vista dello svolgimento di una funzione pubblica. Un ‘indagine aperta non è una condanna, ma la nostra è un’iniziativa della società civile che, in nome della trasparenza e della responsabilità politica, promuove i più alti valori, i quali richiedono rappresentanti di sicura e specchiata moralità. Per tale motivo vogliamo un consiglio comunale ed una giunta di indubbia trasparenza impermeabile a fenomeni opachi. E pertanto chiediamo al futuro sindaco di estromettere condannati e indagati dai ruoli pubblici. Per prevenire questa possibilità, abbiamo chiesto con umiltà ed altrettanta forza un passo indietro agli indagati ed ai condannati ed un allontanamento dalle liste di quei candidati che hanno rapporti diretti o indiretti con la ‘ndrangheta ed il malaffare per evitare il pericolo di contaminazioni e collusioni con la politica e la futura amministrazione.
Siamo convinti che la vera forza delle organizzazioni mafiose sta nelle relazioni con la politica. L‘ndrangheta è forte perché ha intrecci con la politica. Alcune volte queste relazioni hanno caratteristiche penalmente rilevanti, altre volte no. Facciamo riferimento a quella cosiddetta “zona grigia” e a quei collegamenti, appunto, diretti ed indiretti che realmente possono essere determinanti per la vittoria elettorale ma che rischiano concretamente di inquinare il voto e far perdere di credibilità le istituzioni locali.
Il senso di questa campagna è quello rendere un servizio di trasparenza ed informazione al fine di sostenere un voto consapevole e libero da ogni forma di condizionamento.
Non dobbiamo essere cittadini ad intermittenza ma  dobbiamo sconfiggere una malattia mortale quella della rassegnazione e della delega avendo il coraggio di avere coraggio ed assumendoci nel concreto la nostra quota di responsabilità a partire dal voto del 31 maggio.>>