martedì 26 maggio 2015

Cittadini/e responsabili e non ad intermittenza

<<In vista delle prossime elezioni amministrative che si terranno nella nostra città il 31 di maggio abbiamo deciso di scendere in campo presentando la nostra lista. Non si tratta di una lista di nomi, aspiranti consiglieri o sindaci, bensì una lista di sei punti concreti ritenuti prioritari nel contrasto alla ‘ndrangheta ed alla corruzione e nel contempo indicare una linea guida per la lotta alla povertà, terreno fertile, soprattutto nel nostro territorio, per il proliferare dei fenomeni criminali e mafiosi. Con la campagna “Vibocchiaperti” abbiamo deciso di aprire gli occhi, ed in tal senso abbiamo invitato tutti i cittadini vibonesi a farlo, per vederci chiaro ed assumerci la nostra quota di responsabilità rispetto alla gestione della cosa pubblica. Siamo convinti che parlando di legalità e trasparenza non basta esporre fuori dal palazzo comunale targhe con la scritta “Qui la ‘Ndrangheta non entra”. O durante i comizi in campagna elettorale gridare slogan “Non vogliamo i voti dai mafiosi”. Possono rappresentare delle prese di posizione forti solo se ad esse seguono fatti concreti . E per tale motivo che noi abbiamo proposto ai candidati a sindaco sei impegni concreti per il contrasto alla ‘ndrangheta e la corruzione da sottoscrivere in campagna elettorale e da realizzare da parte della nuova amministrazione. Gli impegni che abbiamo proposto sono:
1.    candidature e alleanze trasparenti;
2.    screening personale di ogni candidato, con l’invio del curriculum vitae e trasparenza della propria situazione reddituale-patrimoniale-finanziaria;
3.    promozione della memoria ed impegno per le vittime innocenti della ‘ndrangheta e i loro familiari;
4.    contrasto al racket delle estorsioni, all’usura, al gioco d’azzardo incontrollato e premialità agli imprenditori che denunciano;
5.    adozione della delibera “trasparenza a costo zero” e attuazione in ogni suo punto;
6.    attuazione di concrete misure di contrasto al dilagare della povertà.
Queste proposte sono state sottoscritte e condivise secondo i tempi e le modalità previste dalla campagna stessa dai seguenti candidati a sindaco: Bevilacqua Francesco, Costa Elio, D’Agostino Antonio, Lo Schiavo Antonio. Che ringraziamo per la sensibilità e la disponibilità dimostrata. Ma tale adesione non deve essere interpretata come un certificato di qualità, un distintivo o un’etichetta da utilizzare a secondo dei casi ma al contrario risulta essere il presupposto fondamentale e necessario per un confronto chiaro e aperto su misure ulteriori e politiche ancora più avanzate di contrasto al fenomeno criminale e corruttivo. Con la pubblica dichiarazione di impegno e l’accettazione integrale delle proposte, i candidati a sindaco hanno accettato di inserire tali impegni nel loro programma elettorale. Per tale motivo  dobbiamo sentirci tutti responsabili nel verificare e monitorare l’attuazione degli impegni assunti da parte della futura Amministrazione.
 Il termine per l’adesione alla campagna è stato quello del 2 maggio, termine ultimo per la presentazione delle liste elettorali. L’indicazione di tale termine è collegato all’impegno assunto dai candidati a sindaco di soddisfare tutti i requisiti previsti dal “Codice di Autoregolamentazione sulla formazione delle liste”, stilato dalla commissione parlamentare antimafia. Tale codice prevede l’impegno per le formazioni politiche e le liste civiche  a non inserire nelle liste candidati con condanne, o procedimenti giudiziari in corso, per mafia, corruzione e per reati  di particolare rilevanza sociale, vista la funzione pubblica da esercitare.
L’inchiesta giornalistica, pubblicata dalla Gazzetta del Sud, ha evidenziato la presenza in alcune liste di candidati indagati per reati, che seppure non direttamente collegate ad inchieste per mafia o corruzione, hanno, comunque, una loro rilevanza, anche, in vista dello svolgimento di una funzione pubblica. Un ‘indagine aperta non è una condanna, ma la nostra è un’iniziativa della società civile che, in nome della trasparenza e della responsabilità politica, promuove i più alti valori, i quali richiedono rappresentanti di sicura e specchiata moralità. Per tale motivo vogliamo un consiglio comunale ed una giunta di indubbia trasparenza impermeabile a fenomeni opachi. E pertanto chiediamo al futuro sindaco di estromettere condannati e indagati dai ruoli pubblici. Per prevenire questa possibilità, abbiamo chiesto con umiltà ed altrettanta forza un passo indietro agli indagati ed ai condannati ed un allontanamento dalle liste di quei candidati che hanno rapporti diretti o indiretti con la ‘ndrangheta ed il malaffare per evitare il pericolo di contaminazioni e collusioni con la politica e la futura amministrazione.
Siamo convinti che la vera forza delle organizzazioni mafiose sta nelle relazioni con la politica. L‘ndrangheta è forte perché ha intrecci con la politica. Alcune volte queste relazioni hanno caratteristiche penalmente rilevanti, altre volte no. Facciamo riferimento a quella cosiddetta “zona grigia” e a quei collegamenti, appunto, diretti ed indiretti che realmente possono essere determinanti per la vittoria elettorale ma che rischiano concretamente di inquinare il voto e far perdere di credibilità le istituzioni locali.
Il senso di questa campagna è quello rendere un servizio di trasparenza ed informazione al fine di sostenere un voto consapevole e libero da ogni forma di condizionamento.
Non dobbiamo essere cittadini ad intermittenza ma  dobbiamo sconfiggere una malattia mortale quella della rassegnazione e della delega avendo il coraggio di avere coraggio ed assumendoci nel concreto la nostra quota di responsabilità a partire dal voto del 31 maggio.>>

domenica 24 maggio 2015

Candidato Costa oggetto di accertamenti da parte della procura di Monza

Apprendiamo dalla stampa della comunicazione del candidato Costa di essere oggetto di accertamenti da parte della procura di Monza.

Dal quotidiano on-line "21Righe" - Venerdì, 22 maggio 2015
di Giuseppe Mazzeo

Per meglio comprendere i contorni della vicenda abbiamo interpellato il diretto interessato. La situazione è stata esposta a 21Righe da Elio Costa in maniera assolutamente serena. Preliminarmente il candidato a sindaco ha precisato di «non essere destinatario di alcun provvedimento giudiziario»; ma ha spiegato di essere invece «oggetto di accertamenti da parte della Procura di Monza». Gli accertamenti sono dovuti ad alcune sue conversazioni con il titolare della suddetta società: «Questo signore - ci ha spiegato Costa -, che io non sapevo essere sottoposto a controllo, mi ha prospettato un progetto per il reinserimento lavorativo dei detenuti. In particolare, in quel frangente si occupava dei detenuti del carcere di Bollate. Devo dire che questo progetto mi aveva talmente entusiasmato che se avessi potuto lo avrei proposto anche in altri posti. E dunque, le conversazioni intercettate riportano telefonate in cui si parlava proprio dell’opportunità di estendere questo progetto a quante più persone possibile. Ne condividevo lo spirito e lo farei tuttora. Ma vorrei tranquillizzare quanti pensano che questa vicenda possa avere conseguenze: non c’è assolutamente nulla di rilevante, tant’è che sono stato io stesso a renderla pubblica questa sera ai miei candidati».
Insomma, nessun provvedimento giudiziario, ha spiegato Costa, gli è stato notificato. Permangono però degli accertamenti da parte dell’ufficio inquirente a suo carico in merito a quelle telefonate. L’ex giudice non è affatto turbato: «Sono assolutamente sereno, conscio del fatto che non c’è nulla di rilevante in tutta questa vicenda». Ma c’è da scommettere che la questione, se di giudiziario non ha quasi nulla, di politico avrà tanto...

Dall'edizione on-line del "Corriere della Calabria" - Domenica, 24 maggio 2015
red. corcal

Il reato ipotizzato sarebbe quello di corruzione in atti giudiziari, l'indagine è condotta dai pubblici ministeri della Procura di Monza al centro della stessa un imprenditore accusato di bancarotta fraudolenta le cui conversazioni telefoniche chiamano in causa Elio Costa, ex procuratore capo a Crotone e Palmi, fino al dicembre scorso sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello di Roma. Lasciata la magistratura per collocarsi in pensione, Elio Costa oggi è candidato per il centrodestra a sindaco di Vibo Valentia, incarico che ricoprì anche alcuni lustri addietro. Nei giorni scorsi l'inchiesta ha registrato la notifica a Elio Costa di un nuovo avviso di garanzia con la richiesta di proroga delle indagini preliminari. Dell'inchiesta di Monza assicura di non aver nulla da temere: un equivoco che si chiarirà presto. Teme però che la vicenda possa essere strumentalizzata in chiave politica.
Due gli episodi oggetto degli accertamenti giudiziari nei quali viene indagato Elio Costa che si avvale della difesa dell'avvocato Massimo Dinoia del foro di Milano (in passato è stato l'avvocato di un altro ex magistrato famoso, Antonio Di Pietro). Il primo, molto marginale, riguarda il parere favorevole espresso da Elio Costa perché venisse scarcerato ed affidato ai servizi sociali Totò Cuffaro, ancora in carcere dopo la condanna per favoreggiamento personale aggravato dall'articolo sette. La richiesta di scarcerare Cuffaro venne però respinta dal Tribunale di sorveglianza anche se va aggiunto che nel successivo appello in Cassazione, respinto anch'esso, le stesse considerazioni e lo stesso parere favorevole espresso da Elio Costa venne ribadito dal Pg presso la Suprema corte.
La vicenda di Monza, invece è legata ai rapporti intercorsi tra l'ex magistrato e l'imprenditore brianzolo Augusto Appezzato. Si ipotizza che in cambio di alcuni venefici personali Elio Costa avrebbe appoggiato iniziative dell'imprenditore che intendeva avviare rapporti di lavoro con l'amministrazione penitenziaria.
«Ho conosciuto Appezzato – conferma Elio Costa –  dove mi fu presentato da un collega del Tar. Gestiva un progetto di reinserimento lavorativo di 200 detenuti. Si tratta di un progetto legato all'informatica che stava dando ottimi frutti. Mi sarebbe piaciuto poter estendere questa esperienza ad altri istituti penitenziari e, per questo, ho accolto di buon grado la proposta di creare un contatto con il sottosegretario alla Giustizia. Cosa che poi è realmente avvenuta. Ci siamo qualche volta anche sentiti per telefono e per questo, essendo Appezzato sottoposto a delle intercettazioni, il mio nome è finito all'attenzione dei colleghi di Monza che hanno disposto degli accertamenti che mi riguardano. L'ultima volta ho sentito Appezzato a Pasqua quando, via sms, gli ho inviato gli auguri. Delle sue vicende giudiziarie non so ovviamente nulla».

In relazione alla sua adesione alla campagna "Viboocchiaperti", il candidato Elio Costa, qualora lo ritenesse necessario, a motivo di trasparenza ed ai fini di una corretta informazione, può integrare o rettificare la sua Dichiarazione di Impegno.

Il Comitato di Garanzia per la campagna "Viboocchiaperti"




Comunicato stampa: "Viboocchiaperti" su confronto tra i candidati a sindaco

Dopo aver verificato il rispetto dei punti della dichiarazione di impegno si è tenuto il confronto tra gli aspiranti sindaco aderenti alla campagna.
La pubblica dichiarazione di impegno e l’accettazione integrale delle proposte hanno rappresentato il presupposto fondamentale e necessario per intraprendere un percorso finalizzato all’individuazione di misure ulteriori e politiche ancora più avanzate di contrasto ai fenomeni mafiosi e corruttivi.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto sui temi relativi alla responsabilità politica e morale, all’etica pubblica, alla trasparenza e quelli sul contrasto alla ‘ndrangheta, alla corruzione ed alla lotta alla povertà. La campagna “Viboochiaperti” ed il confronto con i candidati a sindaco aderenti, hanno di fatto  contribuito a mettere al centro del dibattito elettorale quelle tematiche prioritarie alla legalità ed al buon governo della città, che altrimenti sarebbero stati affrontati in maniera superficiale con slogan da comizio elettorale. Gli impegni proposti dalla campagna e sottoscritti dai candidati rappresentano dei punti concreti che, se attuati, realmente possono segnare un cambio di passo forte e senza compromessi che tutti i vibonesi si auspicano.
 Nell’ambito del confronto, i candidati a sindaco, nel rispondere alle domande attinenti agli impegni sottoscritti, hanno avuto la possibilità di spiegare ulteriormente le ragioni della propria adesione. Alcune delle domande poste sono state scelte tra quelle inviate nell’apposita area creata all’interno del blog, garantendo, in tal modo, la massima partecipazione a tutti i cittadini interessati all’evento. Per gli elettori incuriositi ed attenti il dibattito ha rappresentato un’occasione ulteriore per valutare ancora meglio gli aspiranti candidati sindaco. Infatti, come è stato più volte ribadito il senso della campagna “Viboocchiaperti” è quello di rendere un servizio di trasparenza ed informazione al fine di sostenere un voto consapevole e libero da ogni forma di condizionamento. 
Dalle parole bisogna passare ai fatti concreti, dopo il voto del 31 maggio la campagna prevede, con l’imprescindibile e fondamentale contributo della cittadinanza,  il costante monitoraggio dell'effettiva attuazione, da parte dell'Amministrazione e del Consiglio comunale eletto, delle misure inserite nella dichiarazione di impegno. Il comitato di Garanzia per la campagna “Viboocchiaperti”, in ogni caso, attiverà tutte le iniziative necessarie a giungere a detta completa attuazione, ivi compresa la pubblica denuncia dell'inadempimento degli impegni elettorali.

Il Comitato di Garanzia per la Campagna “Viboocchiaperi”                                                         Vibo Valentia, 23/05/15

venerdì 22 maggio 2015

Le domande ai candidati

Di seguito le domande poste ai candidati in occasione del confronto pubblico:
  1. Quali sono i motivi che vi hanno spinto ad aderire alla campagna “Viboocchiaperti?
  2. Rispetto alla formazione delle liste, vi chiediamo se avete ben chiara la situazione personale di ogni candidato del Vs schieramento e se non temete che voti e interessi poco chiari, possano – in qualche misura – giovare per Vs eventuale vittoria elettorale. 
  3. La Carta di Avviso Pubblico, che avete sottoscritto con l’adesione alla campagna, prevede che l’amministratore deve esercitare la funzione pubblica che gli è stata affidata con diligenza, lealtà, integrità, trasparenza, correttezza, obiettività e imparzialità e si impegna a esercitare il suo mandato evitando situazioni e comportamenti che possano nuocere agli interessi o all’immagine dell’Amministrazione. Ritenete che nello svolgimento della vostra attività all’interno di Palazzo Luigi Razza, possano esserci degli ostacoli al soddisfacimento di tali requisiti? Ed in tal caso, quali misure pensate di adottare per prevenire e rimuovere tali ostacoli?
  4. Qualora dovesse esserLe notificato un avviso di garanzia in materia di reati contro la pubblica amministrazione (peculato, abuso di ufficio, etc.) o reati contro l’ordine pubblico (associazione di stampo mafioso), si dimetterebbe subito? Come si comporterebbe con un assessore della Sua giunta o un consigliere di maggioranza colpito da medesimo provvedimento?
  5. Realizzerete la rotazione del personale dirigenziale e del personale con funzioni di responsabilità operante nelle aree a più elevato rischio di corruzione (ad esempio lavori pubblici)?
  6. Adotterete il “Protocollo di legalità” per tutte le imprese che operano nel settore degli appalti, condiviso con istituzioni, organizzazioni di categoria, associazioni sindacali, per governare - attraverso percorsi virtuosi e trasparenti - in leale concorrenza e rispetto delle regole a beneficio di tutti?
  7. Il punto 10 della Carta di Avviso Pubblico, che avete sottoscritto con l’adesione alla campagna, prevede che: L’amministratore deve rendere pubblica la propria appartenenza ad associazioni e organizzazioni, anche quelle di carattere riservato. Non deve esercitare pressioni né ndurre dipendenti pubblici o soggetti privati che hanno rapporti con l’amministrazione ad aderire ad associazioni od organizzazioni promettendo vantaggi o prospettando svantaggi. A vostro avviso l’adesione eventuale a particolari associazioni e organizzazioni possono condizionare lo svolgimento della funzione pubblica per la realizzazione di interessi particolari  a scapito del perseguimento del bene comune? 
  8. Libera è un’associazione di associazioni che nello svolgimento delle sue attività  considera fondamentale il confronto aperto e trasparente con le istituzioni a vario livello nazionale, regionale e locale a tal fine promuove i valori della cittadinanza attiva e della partecipazione popolare. Lo statuto del comune di Vibo Valentia prevede l’istituzione della Civica Consulta come mezzo di coordinamento fra Comune, Associazioni varie, Ordini Professionali, Organizzazioni Sindacali, Camera di commercio Industria Artigianato e Agricoltura e altre Istituzioni presenti nel territorio. Lo reputate uno strumento utile da utilizzare? Al fine di promuovere la partecipazione popolare, quali sono gli altri ed eventuali strumenti che adotterete?

...E quelle non poste (alle quali i candidati possono liberamente rispondere all'indirizzo viboocchiaperti@gmail.com. Sarà cura del comitato di garanzia provvedere ad inserire le eventuali risposte sul blog):
  1. Il comune sotto la vostra amministrazione intenderà costituirsi parte civile nei processi per mafia? Che posizione avrete con riferimento invece ad altri processi non apertamente di mafia ma aventi ad oggetto ad es la realizzazione di opere pubbliche?
  2. Sempre in tema di azioni giudiziarie , ed alla luce dei recenti sviluppi critici ( ad es rifiuti acqua ecc) pensate sia doveroso agire per accertare le responsabilità amministrative prima ancora che politiche di tali circostanze? E se si intenderete proporre azioni alle corte dei conti per il passato? E per il presente dinanzi al perdurare di disservizi ( ad es rifiuti) vi limiterete a fare indirizzo politico a mete diffide o contestazioni giornali oppure per assicurare il prevalere delle legalità agirete, magari in maniera condivisa con cittadinanza e associazioni, per contestare in concreto il disservizio adoperandoci per trovare soluzioni alternative e doverose per il principio di precauzione?
  3. In tali azioni evidentemente finalizzate a responsabilizzare gli autori di inadempimenti omissioni e/ o gestioni poco efficienti e trasparenti vorrete prediligere un approccio trasparente e partecipato coinvolgendo la cittadinanza sia come singoli che associazioni ? 
  4. Favorirete l accesso civico e l accesso ambiebtale specie con riferimento alle istanze provenienti dalle associazioni ? 
  5. Siete disposti ad aprire un tavolo (anche non solo) tecnico permanente per condividere con la cittadinanza le problematiche principali che riguardano aspetti quale il lavoro, la tutela dello stesso , i servizi essenziali ? In che modo pensate di farlo ? E con riguardo ai giovani avete contezza di quale siano le risorse comunali per promuovere l'inclusione sociale ? Ritenete di poter ricorrere a bandi nazionali e comunitari? Se si come pensate di realizzare una progettazione valida e tale da poter competere a livello nazionale ad es per il servizio civile con grandi compagini quali ad es Caritas e cesc?
  6. Vi siete impegnati ad assumere iniziative per il contrasto alla povertà, cosa avete in mente al riguardo?

mercoledì 20 maggio 2015

Comunicato stampa. Campagna “Viboocchiaperti”: confronto tra i candidati aderenti.

Giovedì 21 maggio alle ore 17,30 si terrà, presso il Sistema Bibliotecario Vibonese, il confronto pubblico tra i candidati a sindaco che hanno aderito alla campagna “Viboocchiaperti”: Bevilacqua Francesco, Costa Elio, D’Agostino Antonio, Lo Schiavo Antonio.

In vista dell’iniziativa, tutti i cittadini interessati a porre domande sui temi della legalità, della trasparenza, del contrasto alla povertà, alla corruzione ed al malaffare possono farlo utilizzando l’apposito spazio aperto creato all’interno del sito http://viboocchiaperti.blogspot.it/

Il Comitato di Garanzia per la Campagna “Viboocchiaperti”                              Vibo Valentia, 19/05/15

domenica 17 maggio 2015

Confronto pubblico tra i candidati a sindaco: modalità di svolgimento

 Di seguito le modalità di svolgimento del confronto pubblico tra i candidati a sindaco che hanno aderito alla campagna viboocchiaperti:

In questi giorni il comitato di garanzia "Viboocchiaperti" sta provvedendo a stilare un elenco di domande da sottoporre ai candidati a sindaco, ed ampliando il novero delle stesse con domande pervenute dai cittadini nell'apposito spazio aperto del blog.

1.  Ogni candidato sarà chiamato ad esprimersi su un totale di otto domande, quattro delle quali prodotte e condivise direttamente dal comitato di garanzia. Sarà cura del comitato selezionare ulteriori quattro quesiti preventivamente individuati tra le domande pervenute nell'apposita area del blog.
 2. Ogni candidato avrà a disposizione un totale di due minuti per esprimersi e non sarà concesso alcun altro margine di intervento o dibattito tra candidati.
3.   Il tempo verrà scandito da un apposito count-down.
4.  Alla prima domanda posta i candidati risponderanno in ordine alfabetico; alla successiva domanda il primo candidato chiamato a rispondere sarà il secondo in ordine alfabetico, e così via fino all'esaurimento di tutte le domande.
5.  Al pubblico sarà chiesto di non intervenire con domande dirette ai candidati. Al fine di garantire la più ampia partecipazione il comitato di garanzia ha, infatti, preventivamente predisposto l'apposito spazio sul blog, unico canale d'accesso all'iniziativa.

Il comitato di garanzia "Viboocchiaperti".

venerdì 15 maggio 2015

CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE DELLE CANDIDATURE

Di seguito i punti previsti dal Codice di Autoregolamentazione delle Candidature, al quale i candidati a sindaco hanno aderito sottoscrivendo la campagna "Viboocchiaperti":

Articolo 1.
1. I partiti, le formazioni politiche e le liste civiche che aderiscono alle previsioni del presente codice, si impegnano a non presentare e nemmeno a sostenere, sia indirettamente sia attraverso il collegamento ad altre liste, candidati alle elezioni regionali, dei consigli provinciali, comunali e circoscrizionali coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato emesso decreto che dispone il giudizio, ovvero sia stata emessa misura cautelare personale non revocata ne ́ annullata, ovvero che si trovino in stato di latitanza o di esecuzione di pene detentive, ovvero che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva, allorquando le predette condizioni siano relative a uno dei seguenti delitti:
- delitti di cui all’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale;
- estorsione (articolo 629 del codice penale), usura (articolo 644 del codice penale);
- riciclaggio e impiego di danaro di provenienza illecita (articolo 648-bis e articolo 648-ter del codice penale);
- trasferimento fraudolento di valori (articolo 12-quinquies della legge 7 agosto 1992, n. 356);
- omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali da parte delle persone sottoposte ad una misura di prevenzione disposta ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575, nonche ́ da parte dei condannati con sentenza definitiva per il delitto previsto dall’articolo 416-bis del codice penale(articolo 31 della legge 13 settembre 1982, n. 646);
- attivita` organizzate per il traffico illecito di rifiuti (articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152).
- nonche ́ delitti le cui caratteristiche o modalita` di commissione rientrino nelle pratiche comuni alle attivita` a carattere mafioso previste dall’articolo 7 della legge n. 203 del 1991.
2. I partiti, le formazioni politiche e le liste civiche che aderiscono alle previsioni del presente codice, si impegnano, altresı`, a non presentare come candidati alle elezioni di cui al comma 1 coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, una delle seguenti condizioni:
- sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorche ́ non definitive, ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575;
- siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ovvero della legge 31 maggio 1965, n. 575;
- siano stati rimossi, sospesi o dichiarati decaduti ai sensi dell’articolo 142 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

Articolo 2.
1. I Presidenti delle Regioni, i Sindaci e i Presidenti delle Province si impegneranno a uniformarsi, con riferimento alle nomine di competenza, a quanto previsto dall’articolo 1.

Articolo 3.
1. I partiti, le formazioni politiche e le liste civiche che intendono presentare, come candidati alle elezioni di cui al comma 1 dell’articolo 1, cittadini che si trovino nelle condizioni previste dal medesimo articolo 1 devono rendere pubbliche le motivazioni della scelta di discostarsi dagli impegni assunti con l’adesione al presente codice di autoregolamentazione.